e sono cresciuto tra profumi di forno, mani in pasta e il rispetto sacro per il lavoro ben fatto.
Ogni giorno mi metto alla prova: tradizione prima di tutto, innovazione solo se migliora la sostanza, rispetto massimo per la professionalità.
Nel 2007, a soli 22 anni, firmo l’inizio del mio percorso professionale con l’apertura della mia ditta individuale.
Con me, sin da subito, ci sono mia madre e mio padre: non semplici “collaboratori familiari”, ma due colonne su cui ho potuto costruire tutto.
Non ho mai creduto nelle scorciatoie. Ho sempre pensato che un mestiere si conquista un giorno alla volta, a colpi di errori, sacrifici e voglia di migliorarsi.
Per questo, mentre lavoravo, studiavo: ho frequentato corsi di Latte Art ad alti livelli, approfondito la caffetteria, la gestione aziendale e la tostatura artigianale del caffè.
Formarmi non era un’opzione: era un dovere verso me stesso e verso chi mi avrebbe dato fiducia.
Ogni scelta l’ho fatta con la testa, non col cuore pieno di illusioni.
Quando ho capito che bisognava cambiare assetto societario, l’ho fatto.
Quando ho capito che era meglio chiudere certi punti vendita per concentrarmi sulla qualità, l’ho fatto.
Senza rimpianti, senza paura.
Nel tempo, il mio modo di vedere il lavoro si è rafforzato: tradizione prima di tutto, innovazione solo se migliora la sostanza, rispetto massimo per la professionalità.
Oggi continuo a mettermi in gioco ogni giorno, con la stessa fame di quando avevo vent’anni, ma con la testa di chi ha imparato che il successo vero si costruisce in silenzio, a bottega, senza bisogno di raccontarsela troppo.
Non mi interessa essere “alla moda”.
Mi interessa essere all’altezza di chi mi sceglie.


